Il progetto è la ricerca di un rapporto stimolante tra il viaggiatore, la città, e un passato a volte anche immaginario, ma sempre evocativo e denso: oggetti urbani antichi e nuovi messi insieme a cercare una sorta di itinerario archeologico, in una successione di "luoghi" che diventino esperienza individuale o che si percepiscano come ciò che si ha in comune con gli altri.

La Mole vanvitelliana, Porta Pia e la Cittadella riacquistano all'interno della città quel valore rappresentativo, ora mortificato o negato e, tra loro, un rapporto strutturale chiaro e sostanzialmente nuovo. Lo spazio pubblico se ne riapproria ed è spazio continuo.

L'architettura "nuova" è fatta di mura e portici che nella loro essenzialità rimandano a monumenti o foderano perentoriamente le testimonianze di un'edilizia senza qualità. La viabilità è disgiunta, restituita anch'essa al ruolo di unità significante, portatrice di rapporti: il nodo viario costituito dall'apertura della galleria San Martino è semplicemente l'ingranaggio e oggetto architettonico di attraversamento. In esso il mare si incunea e ritorna fino alle radici del monte alla base dell'edificato.

Progettisti: Anita Sardellini con Massimo di Matteo, Donatella Lucchetti e Giorgio Pagnoni

Categorie
Masterplan  
Comune
Ancona
Committente
Triennale di Milano
Programma

Partecipazione alla XVII Triennale di Milano

Tema: Le città immaginate, progetto "da Porta Pia a Cittadella"

Dimensioni
Cronologia
1987