Partendo da una posizione culturale di recupero del bene costruito nella sua interezza , in considerazione della sua unità tipologica significante nel contesto storico agricolo, a prescindere da valori di mera qualità figurativa dei prospetti, ed in consonanza con le indicazioni della proprietà  volta al recupero complessivo dello spazio intorno come punto di aggregazione e di riferimento dell’intera fabbrica , si è inteso affrontare il recupero dell’intero complesso  nella sua globalità edilizia, includendo i due corpi di fabbrica ed il cortile intorno in una unica lettura architettonica.

Non essendo più praticabile  l’antico accesso alla villa dalla statale 77 ne è stato individuato un’altro che valorizzasse lo spazio esterno e che ne permettesse la lettura nonostante l’incombente presenza dei  grandi edifici industriali. 

Dall’alto ci si arriva con una  strada  fittamente alberata verso la zona industriale, una piazzola di sosta  con  parcheggi destinati principalmente ai visitatori del museo permettono di lasciare libera la villa dalle auto.Dalla parte est ci si arriva  da una una zona di sosta ampiamente alberata e schermata  dai capannoni esistenti,  alcuni gradoni  sistemati a verde impediscono il parcheggio delle auto a ridosso della villa e permettono una immediata  percezione dell’edificio posto ad una quota inferiore del parcheggio. 

Il problema dell’accesso al piano primo ed il collegamento verticale in generale è apparso subito il vero nodo della nuova distribuzione .

E’ stata individuata la posizione della scala, capace di mettere in comunicazione  i vari piani dell’intero organismo, nel rispetto della tipologia  strutturale, senza ulteriori divisioni interne, per una maggiore fruibilità degli spazi.

Parziali affacci a doppia altezza permettono la visione globale degli spazi espositivi. Le capriate  in legno delle coperture sono state lasciate a vista.  

Il criterio informatore degli interventi sulle facciate sarà quello della sottolineatura della immagine architettonica  prevalente dell’edificio, senza peraltro nascondere i successivi interventi di restauro e consolidamento che ne costituiscono la propria storia edilizia .

L’immagine prevalente dell’edificio che vediamo oggi viene a costituirsi nello scorcio  a cavallo fra il XVIII  ed il XIX sec., con evidenza sul fronte principale  di una impostazione architettonica di spiccata linearità neoclassica , ravvivata  soltanto  nelle cornici delle finestre  da spunti decorativi tardo settecenteschi.

Coerentemente con l’analisi storica l’intervento di restauro tenderà alla sottolineatura di questa immagine architettonica  prevalente nel prospetto principale , limitandosi ad interventi puramente conservativi e protettivi sugli altri fronti.

Il linguaggio neoclassico dell’edificio è caratterizzato nel prospetto principale  dalla sottolineatura della parte   muraria centrale .

Categorie
Cultura-Sport  
Comune
Recanati
Committente
F.lli Guzzini s.p.a.
Programma

Recupero funzionale di villa Tommassini-Massucci

Dimensioni
Cronologia
2000-2001